Ministero delle politiche agricole e forestali



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(GU n. 223 del 25-9-2003)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI



DECRETO 16 settembre 2003


Modificazione al disciplinare di produzione dei vini a denominazione

di origine controllata «Trebbiano di Romagna».

IL DIRETTORE GENERALE

per la qualita' dei prodotti agroalimentari

e la tutela del consumatore


Vista la legge 10 febbraio 1992, n. 164, recante nuova disciplina

delle denominazioni di origine del vini;

Visti i decreti, finora emanati, dalla predetta legge;

Vista la legge 27 marzo 2001, n. 122, recante disposizioni

modificative e integrative alla normativa che disciplina il settore

agricolo e forestale;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n.

348, con il quale e' stato emanato il regolamento recante disciplina

del procedimento di riconoscimento delle denominazioni di origine dei

vini;


Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 31 agosto

1973, con il quale e' stata riconosciuta la denominazione di origine

controllata del vini «Trebbiano di Romagna» ed e' stato approvato il

relativo disciplinare di produzione e successive modifiche;

Vista la domanda presentata dall'Ente tutela vini di Romagna,

intesa ad ottenere la modifica del disciplinare di produzione dei

vini a denominazione di origine controllata «Trebbiano di Romagna»;

Visto, sulla sopra citata domanda di modifica, il parere favorevole

della regione Emilia-Romagna;

Visti il parere favorevole del Comitato nazionale per la tutela e

la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni

geografiche tipiche dei vini sulla sopra indicata domanda e sulla

proposta di modifica del relativo disciplinare di produzione dei vini

a denominazione di origine controllata «Trebbiano di Romagna»

formulati dal Comitato pubblicati nella Gazzetta Ufficiale - serie

generale - n. 140 del 19 giugno 2003;

Vista la successiva nota dell'Ente tutela vini di Romagna tesa ad

ottenere alcune correzioni all'art. 3 del sopra citato disciplinare

di produzione, dovuti a mero errore materiale;

Considerato che non sono pervenute, nei termini e nei modi

previsti, istanze o contro deduzioni da parte degli interessati in

merito al disciplinare di che trattasi;

Ritenuto pertanto necessario doversi procedere alla modifica del

disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine

controllata «Trebbiano di Romagna», ed all'approvazione del relativo

disciplinare di produzione dei vini in argomento in conformita' al

parere espresso ed alla proposta formulata dal sopra citato Comitato;

Decreta:


Articolo unico

1. Il disciplinare di produzione dei vini a denominazione di

origine controllata «Trebbiano di Romagna», riconosciuto con decreto

del Presidente della Repubblica 31 agosto 1973 e successive

modifiche, e' sostituito per intero dal testo annesso al presente

decreto le cui disposizioni entrano in vigore a decorrere dalla

vendemmia 2003.

2. Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce

per il consumo vini con la denominazione di origine controllata

«Trebbiano di Romagna» e' tenuto, a norma di legge, all'osservanza

delle condizioni e dei requisiti stabiliti nell'annesso disciplinare

di produzione.

Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della

Repubblica italiana.

Roma, 16 settembre 2003

Il direttore generale: Abate

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEL VINO A DENOMINAZIONE DI ORIGINE

CONTROLLATA «TREBBIANO DI ROMAGNA».


Art. 1.

La denominazione di origine controllata «Trebbiano di Romagna» e'

riservata al vino bianco che risponde alle condizioni ed ai requisiti

stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Art. 2.

Il vino a denominazione di origine controllata «Trebbiano di

Romagna» deve essere ottenuto da uve provenienti da vigneti aventi

nell'ambito aziendale la seguente composizione ampelografica:

«Trebbiano Romagnolo»: dall'85% al 100%, possono concorrere, da soli

o congiuntamente, fino ad un massimo del 15%, altri vitigni a bacca

bianca, esclusi gli aromatici e l'Albana, raccomandati o autorizzati

nelle province di Bologna, Forli/Cesena, Ravenna e Rimini.

Art. 3.

Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione di

origine controllata «Trebbiano di Romagna» devono essere prodotte

nella zona che comprende in tutto o in parte i comuni appresso

descritti. Tale zona e' cosi' delimitata:

Provincia di Bologna comuni di: Borgo Tossignano, Casal

Fiumanese, Castel Guelfo, Castel S. Pietro Terme, Dozza Imolese,

Fontanelice, Imola, Mordano, Medicina, Ozzano dell'Emilia.

Per i comuni di Ozzano dell'Emilia, Medicina, Castel Guelfo,

Imola, il limite a valle e' cosi' delimitato:

comune di Ozzano dell'Emilia: dalla strada statale n. 253 San

Vitale;


comune di Medicina: dal confine con il comune di Ozzano

dell'Emilia segue la strada statale n. 253 sino all'incrocio con la

via del Piano che segue e poi per via del Lavoro, via del Canale, via

S. Rocco per ricongiungersi alla statale n. 253 San Vitale;

comune di Castel Guelfo: dalla statale n. 253 San Vitale;

comune di Imola: dalla statale n. 253 San Vitale.

Per i comuni di Fontanelice e Casal Fiumanese il limite a monte

e' cosi' delimitato:

comune di Fontanelice: dall'incrocio della strada Renana con il

confine di provincia Bologna-Ravenna, si prosegue per la suddetta

strada sino a via Dante Alighieri; poi per la strada statale n. 610

di Fontanelice che si percorre sino al km 16,950 per imboccare poi la

via Gesso. Si segue quest'ultima sino ad incrociare il confine del

comune;


comune di Casal Fiumanese: dalla mulattiera che passando per

Ca' Salara congiunge i confini di Fontanelice e Castel S. Pietro

Terme.

Provincia di Forli/Cesena comuni di: Bertinoro, Borghi,



Castrocaro-Terra del Sole, Cesena, Cesenatico, Civitella di Romagna,

Forli', Forlimpopoli, Gambettola, Gatteo, Longiano, Meldola,

Modigliana, Montiano, Predappio, Roncofreddo, San Mauro Pascoli,

Savignano sul Rubicone.

Per i comuni di Gatteo, San Mauro Pascoli, Savignano sul

Rubicone, il limite a valle e' cosi' delimitato:

comune di Gatteo: dal confine con il comune di Cesenatico,

sulla via Cesenatico, si segue quest'ultima sino all'incrocio con

l'autostrada A-14 Bologna-Rimini in localita' S. Angelo presso Casa

Bertorri. Quindi lungo l'autostrada sino ad incontrare il confine del

comune di Savignano sul Rubicone;

comune di San Mauro Pascoli: dall'autostrada A-14

Bologna-Rimini;

comune di Savignano sul Rubicone: dall'autostrada A-14

Bologna-Rimini;

comune di Cesenatico: sono compresi i territori a monte

dell'area cosi' delimitata: da Montaletto, all'incrocio tra le

province di Ravenna e Forli/Cesena, si segue via S. Pellegrino e poi

per via Campone Sala fino alla frazione Sala; quindi per via

Cesenatico fino ad incrociare il confine con il comune di Savignano

sul Rubicone.

Provincia di Rimini: comuni di Cattolica, Coriano, Gemmano,

Misano Adriatico, Mondaino, Montecolombo, Montefiore Conca,

Montegridolfo, Montescudo, Morciano di Romagna, Poggio Berni,

Riccione, Rimini, San Clemente, San Giovanni in Marignano, Saludecio,

Sant'Arcangelo di Romagna, Torriana, Verucchio.

Per i comuni di Cattolica, Misano Adriatico, Riccione, Rimini, il

limite a valle e' cosi' delimitato:

comune di Cattolica: dalla strada statale n. 16 Adriatica;

comune di Misano Adriatico: dalla strada statale n. 16

Adriatica;

comune di Riccione: dalla strada statale n. 16 Adriatica;

comune di Rimini: dall'incrocio dell'autostrada A-14

Bologna-Rimini con il fiume Uso (confine tra i comuni di San Mauro

Pascoli e Rimini), si segue detta autostrada sino all'incrocio con la

strada statale n. 9 via Emilia in localita' S. Giustina presso il

cimitero. Si continua per la statale sino al flume Marecchia, che si

segue sino ad incontrare la ferrovia Bologna-Rimini. Indi lungo

quest'ultima fino all'incontro con il torrente Ausa che si segue sino

all'incrocio con la strada statale n. 16 Adriatica. Poi per detta

statale fino al confine con il comune di Riccione;

Provincia di Ravenna comuni di: Bagnacavallo, Bagnara di Romagna,

Brisighella, Casola Valsenio, Castelbolognese, Cotignola, Faenza,

Lugo, Massalombarda, Riolo Terme, Russi, Ravenna, S. Agata sul

Santerno, Solarolo.

Per i comuni di Bagnacavallo, Lugo, Massalombarda, Russi,

S. Agata sul Santerno, il limite a valle e' cosi' delimitato:

comune di Bagnacavallo: dal confine con il comune di Lugo segue

la strada n. 253 San Vitale sino all'incrocio con la via Bagnoli

Inferiore che segue poi per le vie: Pieve Masiera, Circonvallazione

Fossa, Stradello, Rotondi, Guamo, Colombaia, sinistra canale

Inferiore sino al Km. 17, destra canale Inferiore, Strada Cogollo,

Forma, vicolo privato, per ricongiungersi poi alla statale n. 253 San

Vitale al Km. 57;

comune di Lugo: dal confine con il comune di S. Agata sul

Santerno segue la statale n. 253 San Vitale sino all'incrocio con la

via Bedazzo che segue poi le vie: Piratello, Delle Tombe, S. Andrea,

provinciale Quarantola, Piratello Viola, sino a ricongiungersi alla

statale n. 253 San Vitale;

comune di Massalombarda: dal confine con la provincia di

Bologna si segue la statale n. 253 San Vitale sino all'incrocio con

il viale della Repubblica che segue, e poi per le vie: 1° Maggio,

Fornace, Punta, Bagnarolo, Nuova, Cimitero, sino all'incrocio con la

ferrovia Bologna - Ravenna che segue sino ad incontrare di nuovo la

statale n. 253 San Vitale;

comune di Russi: dal confine con il comune di Bagnacavallo

segue la strada statale n. 253 San Vitale sino all'incrocio con la

via Faentina che segue attraversando l'abitato di Godo (via Faentina

Nord) e poi per via Fringuellina, via Del Godo, via Fringuellina

Nuova, via Naldi e via Molinacccio sino al confine con il comune di

Ravenna;

comune di S. Agata sul Santerno: dal confine con il comune di

Massalombarda si segue la strada statale n. 253 San Vitale sino

all'incrocio con la via Bel Fiore e poi per via Angiolina e argine

sinistro fiume Santerno sino ad incrociare di nuovo la statale n. 253

San Vitale;

comune di Ravenna: sono compresi i territori a monte dell'area

cosi' delimitata: dal confine con il comune di Russi la linea di

delimitazione segue, verso est, la strada di Godo - San Marco fino a

raggiungere la strada statale Tosco Romagnola n. 67. Segue detta

strada statale, verso sud, sino al km 207,800 e poi attraversando il

fiume Ronco per via Gambellara sino a San Pietro in Vincoli. Quindi

per via del Sale e poi per la provinciale del Dismano in direzione

sud fino al Km. 20,500, indi per via Civinelli e via Mensa fino a

Matelica, quindi per via Salaria e via Crociarone fino a Pisignano e

poi per via Confine sino ad incrociare il confine tra le province di

Ravenna e Forli/Cesena, che segue fino a Montaletto.

Per i comuni di Brisighella e Casola Valsenio il limite a monte

e' cosi' delimitato:

comune di Brisighella: dalla localita' Zattaglia in direzione

est lungo la strada Valletta-Zattaglia sino ad incrociare la via

Firenze che si attraversa per poi immettersi nella strada privata

Tredozi Paolo che si segue fino ad incontrare il fiume Lamone. Indi

Iungo quest'ultimo sino alla confluenza con il torrente Ebola che si

segue sino all'incrocio con il confine tra le province di

Forli/Cesena e Ravenna;

comune di Casola Vaisenio: dal confine tra le province di

Bologna e Ravenna lungo la strada Renana, si segue quest'ultima fino

alla localita' Prugno. Poi per via del Corso e via Macello fino ad

incontrare la strada statale n. 306 che si segue fino all'incrocio

con la via Santa Martina. Indi si attraversa la piazza della Chiesa e

per via Meleto si prosegue fino ad incontrare il fiume Senio. Si

prosegue quest'ultimo sino all'incontro con la strada Valletta -

Zattaglia che Si percorre fino ad incontrare il confine tra i comuni

di Brisighelia e Casola Vaisenio in localita' Zattaglia.

Nella zona di produzione e' compresa l'Isola di Savarna

delimitata come appresso: partendo dalla localita' «La Cilla» la

linea di delimitazione segue verso est il canale di bonifica destra

del Reno fino a raggiungere la strada S. Alberto-Ravenna, in

prossimita' del km 13,500. Ripiega verso ovest e segue, attraversando

la bonifica di Valle Mezza Ca', il tracciato della vecchia ferrovia

fino al C. Berbarella. Da questo punto segue, verso ovest, la strada

di bonifica che passando per C. Graziani, raggiunge la strada

Mezzano-S. Alberto, in prossimita' della localita' Grattacoppa.

Prosegue, verso nord, per quest'ultima strada, fino a raggiungere la

localita' «La Cilla» punto di inizio della delimitazione.

Art. 4.

Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla

produzione del vino «Trebbiano di Romagna» devono essere quelle

tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve ed al

vino derivato le specifiche caratteristiche.

Sono pertanto, da considerarsi idonei i terreni collinari,

pedecollinari e, fra quelli della zona di pianura delimitata, i

sabbiosi-argillosi anche profondi ma piuttosto asciutti, mentre sono

da escludere i terreni alluvionali ad alto tenore idrico e quelli di

recente bonifica.

I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di

potatura devono essere quelli generalmente usati e comunque atti a

non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.

E' vietata ogni pratica di forzatura.

La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino

«Trebbiano di Romagna» non deve essere superiore a q.li 140 per

ettaro in coltura specializzata.

A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la

resa dovra' essere riportata attraverso una accurata cernita delle

uve, purche' la produzione non superi del 20% il limite medesimo.

La regione Emilia-Romagna, con proprio decreto, sentite le

organizzazioni di categoria interessate, di anno in anno, prima della

vendemmia, tenuto conto delle condizioni ambientali e di

coltivazione, puo' stabilire un limite massimo di produzione di uva

per ettaro inferiore a quello fissato dal presente disciplinare di

produzione, dandone immediata comunicazione al Ministero delle

politiche agricole e forestali ed al Comitato nazionale per la tutela

delle denominazioni di origine dei vini.

Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino un

titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 10,50%.

Le uve destinate alla produzione delle tipologie di vino

«spumante» e «frizzante» devono assicurare un titolo alcolometrico

volumico naturale minimo del 10%.

Art. 5.


Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate

nell'interno della zona di produzione delimitata nel precedente art.

3 secondo gli usi tradizionali della zona stessa.

Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di

produzione, e' consentito che tali operazioni siano effettuate anche

nell'ambito dell'intero territorio delle province di Forli/Cesena,

Ravenna, Bologna e Rimini.

Le operazioni di preparazione e di elaborazione del vino a

denominazione di origine controllata «Trebbiano di Romagna» nelle

tipologie «spumante» e «frizzante», ossia le pratiche enologiche per

la presa di spuma e per la stabilizzazione, nonche' le operazioni di

imbottigliamento e di confezionamento, devono essere effettuate entro

i territori delle province di Bologna, Forli/Cesena, Ravenna e

Rimini.


Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche

locali, leali e costanti atte a conferire al vino le sue peculiari

caratteristiche.

E' consentito l'utilizzo di contenitori di legno nelle fasi di

vinificazione, conservazione e affinamento, per tutte le tipologie

previste.

La resa massima di uva in vino non deve essere superiore al 70%.

Qualora la resa massima uva - vino superi detto limite

l'eccedenza non avra' diritto alla denominazione di origine

controllata.

Art. 6.

Il vino a denominazione di origine controllata «Trebbiano di

Romagna» all'atto dell'immissione al consumo deve rispondere alle

seguenti caratteristiche:

colore: paglierino piu' o meno intenso;

odore: vinoso, gradevole;

sapore: asciutto, (massimo 4 g/l di zuccheri riduttori),

sapido, armonico;

titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11% vol;

acidita' totale minima: 4,5 g/l;

estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l.

La denominazione di origine controllata «Trebbiano di Romagna»

puo' essere attribuita per designare il vino spumante secco, amabile

o dolce, ottenuto con mosti e vini che rispondono alle condizioni ed

ai requisiti previsti nel presente disciplinare di produzione, in

ottemperanza alle vigenti norme che disciplinano la preparazione e la

designazione degli spumanti.

Il tipo spumante, all'atto dell'immissione al consumo, deve

rispondere alle seguenti caratteristiche:

colore: paglierino piu' o meno intenso;

odore: gradevele, caratteristico;

sapore: secco, amabile o dolce in relazione alla specifica

tipologia;

titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;

acidita' totale minima: 5,0 g/l;

estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l;

spuma: fine e persistente.

La denominazione di origine controllata «Trebbiano di Romagna»

puo' essere attribuita al vino «frizzante» con fermentazione naturale

ottenuto con vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti

stabiliti dal presente disciplinare.

E' facolta' del Ministero delle politiche agricole e forestali,

con proprio decreto, modificare i limiti sopra indicati per

l'acidita' totale e l'estratto secco.

Art. 7.

Nella presentazione e designazione del vino a denominazione di

origine controllata «Trebbiano di Romagna» e' vietata l'aggiunta di

qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quella prevista dal

seguente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi «extra»,

«superiore», «fine», «scelto», «selezionato» e similari.

E' consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a

nomi, ragioni sociali, marchi privati non aventi significato

laudativo e non idonei a trarre in inganno l'acquirente.

Le indicazioni tendenti a specificare l'attivita' agricola

dell'imbottigliatore quali «viticoltore», «fattoria», «tenuta»,

«podere», «cascina» e altri termini similari sono consentite in

osservanza delle disposizioni CEE in materia.

E' consentito altresi' l'uso di indicazioni toponomastiche

aggiuntive che facciano riferimento a fattorie e vigneti dai quali

effettivamente provengono le uve da cui il vino cosi' qualificato e'

stato ottenuto, alle condizioni stabilite dal decreto ministeriale 22

aprile 1992.



E' consentito il confezionamento del vino «Trebbiano di Romagna»

in recipienti in ceramica.


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